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Ecco la trascrizione del testo nell’immagine:
Il Monte Netto si distingue dai territori agricoli circostanti, anche per la presenza di alcune aree boscate, ultimi relitti delle foreste planiziali che anticamente occupavano gran parte della pianura. L’mportanza di questi boschi, uniti alla valenza ecologica dell’area, hanno portato alla realizzazione di un programma di tutela e di riforestazione.
Questo itinerario ha inizio a Capriano del Colle in prossimità della piccola chiesa Madonna della Neve. Si percorre al principio una strada in cui non manca talvolta il traffico di autovetture. Giunti ad un bivio si prende a sinistra una piccola e più tranquilla stradina. Da questa posizione si coglie in modo evidente la separazione tra il paesaggio agricolo della pianura e i versante sud del Monte Netto in cui le coltivazioni a vigneto si intercalano a tratti con macchie di superfici più densamente boscate.
Raggiunta la provinciale Poncarale-Bagnolo Mella si svolta sinistra, oltrepassata cascina Ferramonde si svolta nuovamente a sinistra in direzione Capriano del colle. Costeggiando la strada, poco prima della grande cascina visibile sulla sinistra, si raggiunge la propaggine inferiore del Bosco di Capriano (detto anche bosco delle Colombaie) (pannello 1).
Un frammento di bosco composto prevalentemente da farnia (Quercus robur) anche di generose dimensioni (altezza 25-30 m) e carpino bianco (Carpinus betulus), non molto diverso per composizione dagli antichi boschi planiziali che occupavano in un non lontano passato l’alta pianura Padana.
Poco oltre è visibile Bosco Feniletti (pannello 02). Come per il precedente bosco, la loro importanza consiste nel fatto che le sementi prodotte da queste querce vengono impiegate dai vivai della Regione Lombardia in un programma di tutela e salvaguardia del patrimonio genetico forestale.
Ritornati verso Capriano si risale al Monte Netto, si raggiunge la ciclopedonale che da cascina San Bernardino conduce a cascina Torrazza.
A metà del percorso si intravvede tra gli alberi, per lo più querce e platani, una singolare zona umida chiamata Lamot de la Tor (pannello 03), costituita da una serie di laghetti formatisi per riempimento delle cave estrattive e alimentati dalle acque piovane di scorrimento superficiale. La spontanea ri-naturalizzazione di questi ambienti favorisce la presenza di specie animali e vegetali propri degli ambienti acquatici palustri.
Arrivati a cascina Torrazza si svolta a destra e, presa una stradina minore si transita a fianco di un’area oggetto di recente rimboschimento. Si tratta del Bosco Stella (pannello 04), un’area di “potenziamento” della Rete Ecologica Regionale volta a garantire corridoi ecologici di biodiversità.
Proseguendo si arriva a Poncarale, costeggiando a sinistra una evidente villa con parco (palazzo Vecchia) si arriva all’imbocco della stradina sterrata che conduce a Bosco dei Castagnari (pannello 05).
Il dissodamento compiuto dall’uomo nel passato ha portato a mutare la composizione delle specie arboree originarie sostituendo le querce alla “coltivazioni” di castagno, più utile al sostentamento e allo sviluppo dell’attività agricola.